GALLERIA MONOPOLI
Giovanni Ventura 6
20134 Milano
+39 02 36593646
+39 333 5946896
p.iva IT 02390150189
info@galleriamonopoli.com
galleriamonopoli.com

MATTEO NEGRI. ANTIRETORICA.
A cura di Lorenzo Madaro

14 novembre 2019 | 26 gennaio 2020

Si muove su crinali complessi la ricerca artistica di Matteo Negri (San Donato Milanese-Milano, 1982; vive e lavora a Milano), attraverso un percorso che include installazione e scultura, pittura e ceramica, progettualità e manualità, in un’onda singolare di tracce, percorsi e vie di un’indagine che racchiude differenti ambiti, con specifici cicli che definiscono determinati perimetri d’azione. Per questa nuova mostra, che segna anche un ritorno nella Galleria Monopoli, allestita nel loft dal profilo architettonico rigoroso in via Ventura a Milano, Negri propone un ciclo ragionato di opere a parete della produzione recente, concepite applicando speciali pellicole colorate affiancate a strati di grafite su alluminio o su carte di differenti formati. Questo procedimento consente ai singoli elementi cromatici di essere mutanti, di cambiare forme e di assorbire in maniera molteplice la luce ai passaggi dello sguardo e quindi dello spettatore. C’è uno spettro di luci che cattura visione, talvolta dilatando ciò che si interfaccia al suo cospetto. Ma non c’è solo la luce, c’è l’immagine che in qualche modo si rispecchia e che non è mai iconica e narrativa, e non occhieggia neppure alle esperienze consolidate di Michelangelo Pistoletto o di altri artisti che hanno impiegato lo specchio nella propria indagine visuale. Quello che Matteo Negri invece pratica costantemente con queste nuove opere esposte in Galleria Monopoli è una esplorazione su una terza via, che mette idealmente in connessione realtà e virtualità, ma senza l’intervento della multimedialità fotografica, bensì con un approccio che potremmo definire analogico, anzi artigianale, perché concepito con le mani, confermando un’altra delle attitudini di Matteo Negri, ovvero il suo essere sempre homo faber. Emergono così spazi, nuovi spazi, formati dalla congiuntura intransigente di linee, cromie e pellicole colorate adesive, che rappresentano naturalmente novelle colorazioni capaci di integrarsi perfettamente con le preesistenti. La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene una selezione ragionata di fotografie delle opere già installate nello spazio espositivo e un contributo critico del curatore Lorenzo Madaro, che osserva: “La modularità di queste opere è una costante che si traduce al contempo nella assidua reinvenzione dei perimetri cromatici sulle differenti superfici, che diventano quasi metalliche nella percezione visiva, in un’ottica di ascendenza minimalista che in questo momento sociale per Negri rappresenta una possibilità per entrare nella realtà e di superarla senza dover cedere alla produzione di immagini, in un mondo, come quello attuale, contraddistinto proprio da una iperproduzione di icone, effimere o costanti, sempre in divenire. La mostra – prosegue Madaro in catalogo – pertanto si rivela come un’esperienza immersiva, in cui il pubblico è invitato a entrare nello spazio, allestito con intransigente essenzialità, ed a vivere le costanti sollecitazioni dei colori nel ritmo incalzante delle forme geometriche”.

La mostra sulla rivista Artribune
La mostra sulla rivista exibart
La mostra sulla rivista espoarte
La mostra sulla rivista THAT'S CONTEMPORARY

GALLERIA MONOPOLI
Giovanni Ventura 6
20134 Milano
+39 02 36593646
+39 333 5946896
p.iva IT 02390150189
info@galleriamonopoli.com
galleriamonopoli.com

MATTEO NEGRI. ANTIRETORICA.
A cura di Lorenzo Madaro

14 novembre 2019 | 26 gennaio 2020

Si muove su crinali complessi la ricerca artistica di Matteo Negri (San Donato Milanese-Milano, 1982; vive e lavora a Milano), attraverso un percorso che include installazione e scultura, pittura e ceramica, progettualità e manualità, in un’onda singolare di tracce, percorsi e vie di un’indagine che racchiude differenti ambiti, con specifici cicli che definiscono determinati perimetri d’azione. Per questa nuova mostra, che segna anche un ritorno nella Galleria Monopoli, allestita nel loft dal profilo architettonico rigoroso in via Ventura a Milano, Negri propone un ciclo ragionato di opere a parete della produzione recente, concepite applicando speciali pellicole colorate affiancate a strati di grafite su alluminio o su carte di differenti formati. Questo procedimento consente ai singoli elementi cromatici di essere mutanti, di cambiare forme e di assorbire in maniera molteplice la luce ai passaggi dello sguardo e quindi dello spettatore. C’è uno spettro di luci che cattura visione, talvolta dilatando ciò che si interfaccia al suo cospetto. Ma non c’è solo la luce, c’è l’immagine che in qualche modo si rispecchia e che non è mai iconica e narrativa, e non occhieggia neppure alle esperienze consolidate di Michelangelo Pistoletto o di altri artisti che hanno impiegato lo specchio nella propria indagine visuale. Quello che Matteo Negri invece pratica costantemente con queste nuove opere esposte in Galleria Monopoli è una esplorazione su una terza via, che mette idealmente in connessione realtà e virtualità, ma senza l’intervento della multimedialità fotografica, bensì con un approccio che potremmo definire analogico, anzi artigianale, perché concepito con le mani, confermando un’altra delle attitudini di Matteo Negri, ovvero il suo essere sempre homo faber. Emergono così spazi, nuovi spazi, formati dalla congiuntura intransigente di linee, cromie e pellicole colorate adesive, che rappresentano naturalmente novelle colorazioni capaci di integrarsi perfettamente con le preesistenti. La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene una selezione ragionata di fotografie delle opere già installate nello spazio espositivo e un contributo critico del curatore Lorenzo Madaro, che osserva: “La modularità di queste opere è una costante che si traduce al contempo nella assidua reinvenzione dei perimetri cromatici sulle differenti superfici, che diventano quasi metalliche nella percezione visiva, in un’ottica di ascendenza minimalista che in questo momento sociale per Negri rappresenta una possibilità per entrare nella realtà e di superarla senza dover cedere alla produzione di immagini, in un mondo, come quello attuale, contraddistinto proprio da una iperproduzione di icone, effimere o costanti, sempre in divenire. La mostra – prosegue Madaro in catalogo – pertanto si rivela come un’esperienza immersiva, in cui il pubblico è invitato a entrare nello spazio, allestito con intransigente essenzialità, ed a vivere le costanti sollecitazioni dei colori nel ritmo incalzante delle forme geometriche”.

La mostra sulla rivista Artribune
La mostra sulla rivista exibart
La mostra sulla rivista espoarte
La mostra sulla rivista THAT'S CONTEMPORARY